Padre Marella, padre e amico dei poveri


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L'educatore

Padre Marella, padre e amico dei poveri

Un educatore che tra i primi posti, metteva il rispetto della vita, il rispetto e la dignità anche del più povero. Ecco perché quando ricominciò la sua Opera Caritativa nella periferia più povera ed umile di Bologna, quella periferia che le cronache dell'epoca descrivono come "malfamata" ove la delinquenza era tale che per fino ai gendarmi era sconsigliata ad entrarvi, Lui Don Marella, vi entra, aiuta e si consuma per quella gente, istruendola, non tarderanno molto a non chiamarlo più Don Marella, ma Padre Marella, perché tale era il loro amore, la loro riconoscenza, per quel piccolo/grande Sacerdote, che darà loro dignità, cominciando a farsi povero per essere capito meglio dai poveri, ed il titolo onorifico di Padre ci sta tutto, perché gli venne conferito dalla povere gente. Un educatore che al primo posto della vita metteva il rispetto del povero, dandogli quella dignità che spesso, sempre, si toglie ai diseredati. Ogni giovane che ha vissuto vicino a Lui (ed io uno di questi ragazzi orfani), non poteva che sentire la sua paternità e la sua maternità, come fosse di sangue, reale, viva, concreta, presente e protettiva.
Io per mia sfortuna/fortuna di orfano ho sempre sentito Padre Marella come un vero papà e mamma, non ricordando bene o solo "tenuamente" la figura del mio vero papà morto quando avevo appena otto anni, e della mia mamma morta neppure due anni dopo. Molti potranno pensare che era ed è stato un "amore forzato"! Io dico di no, perché io ancora adesso, che credo di aver avuto tutto dalla vita, dopo quarant'anni di lavoro, dunque pensionato, sento sempre vivo il mio amore per questo Sacerdote eccezionale e straordinario di nome Olinto Marella, e da credente non potrei che esserne orgogliosissimo ora, che sta salendo i gradini della santità, nel mio cuore d'altronde quella santità di uomo e Sacerdote di Dio l'ho sempre avuta.
Ancora mi sento un suo ragazzo, nonostante i miei sessantadue anni ormai suonati. Il mio grazie a questo Sacerdote si traduce in, "ti amo Padre", sei stato e lo sei tutt'ora tutta la mia vita. Io non potrei credere ed amare Cristo, se non avessi avuto come educatore e papà/mamma te Padre Marella.
Cari amici, scusatemi se a volte "perdo il senno", ma se c'è una droga a cui non potrei farne a meno, questa è la figura carismatica di Padre Marella. Ed ora proseguiamo a grandi passi, ma di questo tratto di strada dove per Don Olinto il dolore è stato più forte, se ne dovrebbe parlare più assai, perché da esso ne viene fuori la fede genuina, la fede che ti invita a credere, la grandezza di una persona che ti invita ad amare, ad essere caritatevole verso chiunque è nel bisogno, senza guardare il colore della pelle, senza fare distinzione di fede ,come lo è stato questa grande figura carismatica di Padre Marella, un educatore che dovrebbe essere preso ad esempio per chiunque si appresta a scegliere la missione di Educatore, con la e maiuscola, chiunque si appresta a fare del volontariato, di seguire i giovani, col rispettarli ancor prima di chiedere rispetto, dando loro ancor prima di pretendere da loro, dare senza la pretesa della contropartita, dando per amore di Dio. Ecco allora l'esempio da seguire, Padre Marella. Lui un pioniere della "moderna pedagogia", da essere preso come il "Protettore del Volontariato" in nome di Cristo.

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