Padre Marella, padre e amico dei poveri


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Le sue frasi

Padre Marella, padre e amico dei poveri

"Le preoccupazioni non vi mancheranno mai, ma vi lascio il mio cappello e vi assicuro che non rimarrà mai vuoto!"

"Il bene bisogna farlo finché si è in vita. È facile lasciare le cose che non si possono portare all'al di là... La vera ricchezza da lasciare è il bene fatto".

"Amare la povertà in noi e negli altri; non temerla, non sfuggirla in altri ed in sé; non farla disertare, ma soccorrerla, alleviarla per renderla segno e pegno di benedizione, di beatitudine".

"A chi chiede date volentieri, riceverete in centuplo. A chi non chiede date anche più volentieri, possederete la vita eterna".

"Pretendere, imporre, elemosinare fiducia è impossibile, è inutile per me e per chicchessia, in alto ed in basso, dentro e fuori... La fiducia bisogna riporla in Dio; solo allora potrà riverberarsi efficacemente ad altri. La fiducia non si compra".

"Schiavi per essere ricchi? Ohibò! Siamo, dobbiamo, vogliamo essere poveri e liberi! Poveri tra i poveri, liberi tra i liberi".

"Conta formarsi più che dare forme e formule, metodi e pratiche; conta l'esercizio sostanziale ed occasionale, improrogabile e volenteroso della preghiera, dell'abnegazione, del lavoro, della rinuncia, della pazienza, dell'umiltà. In ciò si trova la prova provata, la pietra di paragone, il noviziato insurrogabile (anche senza voti), nello spirito e nelle iniziative della Pia Opera".

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