Padre Marella, padre e amico dei poveri


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Il fascino e il carisma

Padre Marella, padre e amico dei poveri

Il carisma, il fascino, il prestigio, l'ascendente, e più ancora la grazia, il dono dello spirito, il dono della carità, in forma e con effetti soprannaturali, non possono essere di tutti gli uomini.
Tutti possiamo avere uno o più di questi doni carismatici, ma trovare tutti i doni sopra descritti in una sola persona, è solo cosa da Santi, e non potrebbe che essere così.
Certamente Don Marella all'inizio del suo Apostolato sacerdotale non aveva tutti questi carismi, ma il soffrire, il saper attendere con umiltà, avere nel proprio cuore la certezza e la consapevolezza di non essere dimenticato da Dio, il saper macerare come un chicco di grano aspettando la messe, con il tempo e la continua maturità della fede, che pian piano distribuisce un po' per volta tutti questi carismi a uomini o donne particolarmente tenute sotto osservazione da Dio, Dio glieli ha donati solo dopo questa lunga prova di sofferenza, dopo averlo fatto passare attraverso il "fuoco del crogiuolo", che hanno temperato non solo il suo corpo, ma viepiù la sua anima e il suo cuore.
Come è noto Padre Marella era un "Don", però la povera gente, quella più emarginata e bistrattata dell'estrema periferia di Bologna degli anni venti/trenta, un bel momento riconobbe in questo Don Olinto Marella, non tanto un Sacerdote, ma lo riconobbe come Padre Olinto Marella, o meglio solo Padre Marella, comunque non più Don ma Padre. Così come Gesù si affidò al Padre sulla croce chiamandolo "ABBA PADRE", così quella povera gente di periferia che viveva nella miseria e indigenza più assoluta, ove la delinquenza era nel quotidiano per la propria sopravvivenza, loro lo cominciarono a chiamare Padre, un titolo certamente onorifico per chi si sente figlio. Essi erano stati affascinati da questo piccolo/grande Prete che si dava da fare per loro senza che nessuno gliela avesse chiesto e che attraverso la sua ascenza, dava dignità a questi poveri emarginati, donando loro il dono della sua persona dotta che si era immersa in quella povertà con amore, povero per meglio essere compreso dai poveri. Con l'essere caritatevole, aiutandoli ad alzarsi da quella indigenza in cui erano stati emarginati e quindi rifiutati poi. Cercando di istruirli portando la scuola in quelle baracche, con quel dono di grazia, che solo gli "unti" da Dio riescono a fare.

Donando loro il dono dello spirito, riportandoli a quella fede perduta e non passarono neppure un paio di anni, quando da quel quartiere di povertà e malfamato di quella periferia di Bologna, Padre Marella con una lunga processione, portò dinanzi al suo Cardinale, Nasali Rocca, oltre duecentosettantacinque fanciulli, maschi e femmine per fare la Prima Comunione. ecco uno dei ringraziamenti che Don Marella, ora diventato per quei poveri Padre Marella, portò a S. E. il Cardinale Arcivescovo di Bologna nasali Rocca, come dono del suo operato nella Diocesi di Bologna, pochi anni dopo essere stato riammesso al suo esercizio di Sacerdote.
Padre Marella affascinava gli atei, affascinava quella "ciurma rossa" di comunisti che gli avevano affibbiato il brutto quanto veritiero di "mangiapreti", ma a Don Marella non lo mangiarono anzi lo amarono e gli attribuirono il nome che essi poveri indigenti potevano dargli... PADRE. Perché Lui seppe conquistarli non tanto materialmente quanto spiritualmente, facendosi uno di loro.
Quei comunisti "mangiapreti" che qualcuno aveva affibbiato loro, a quel quartiere malfamato, sicuramente qualcuno di coloro che non seppe capirli mentre avrebbe dovuto, Padre Marella non solo non ebbe paura di andare tra di loro, ma seppe farsi voler bene, dividendo con loro le sofferenze e le pene di quel quartiere di poveri che vivevano nelle baracche senz'acqua, senza luce e solo i più "fortunati o furbi" si potevano permettere di avere una lamiera come tetto sulla propria baracca.
Cominciarono a credere ed amare questo Prete venuto da lontano e se fino a quel momento non andavano più in Chiesa, forse anche perché lontana da loro, Padre Marella cominciò a trasformare qualche baracca in Chiesa, qualche baracca in scuola, ed essi seguendo questo fascino che emanava Padre Marella, cominciarono ad andare in chiesa, si lasciarono istruire, cominciarono ad andare in processione dietro quel piccolo/grande Prete, ora diventato per loro Padre, che con il SS. Sacramento attraversava quelle sudice ed infangate strade, con le fogne a cielo aperto, dove come dicevo innanzi, durante l'inverno la neve con il vento copriva il loro giaciglio.
Ecco cosa portò e donò Padre Marella a quella povera gente, il suo carisma, il suo cuore e come dicevo , non solo aiuto materiale, ma viepiù il dono spirituale, riportandoli alla grazia di essere persone degno di dignità e rispetto, anche attraverso la sua istruzione. Ecco il CARISMA di Padre Marella e che continueremo a trovare ancora più avanti, che di questi carismi: fascino, prestigio, ascendente, dono, grazia e dono dello spirito, Padre Marella ne continuerà a distribuire in abbondanza, durante tutto l'arco della sua lunga vita (ottantasette anni due mesi e ventitré giorni), sicuramente nell'incredulità di chi (i dotti di S. M. Chiesa) prima non seppe vedere e riconoscere in Lui, un Sacerdote di Dio.


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